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archivio 2008

Dall’5 luglio al 28 settembre 2008 

il Museo del Ciclismo – Madonna del Ghisallo presenta la mostra

 “Materia e Gestualità”

di Luciano Bianchi e Marcello Simonetta

a cura di Emilio Sacchi

Bianchi e Simonetta sono due pittori lombardi, che Emilio Sacchi, curatore della nostra mostra, ha fatto conoscere alcuni anni fa nella Galleria d’Arte Internazionale “La Darsena” di Milano.
Ora i due artisti espongono nel museo del ciclismo, dove si può vedere il modello del mezzo disegnato da Leonardo Da Vinci, scoperto e presentato dall’eminente leonardista Augusto Marinoni.
Fu proprio questo stesso studioso che nel 1963, per la mostra “NO! 1963” tenutasi all’Associazione Artisti Legnanesi, nel volumetto editato in 300 esemplari, scrisse:
di Luciano Bianchi
…si guardino i dipinti del Bianchi. Ognuno addensa nel suo centro un’immagine ripugnabile: mille bocche che si dilaniano a vicenda, l’orribile figura di un guerriero (o cento guerrieri?). Ma l’animo del pittore è così gentile, la sua sensibilità così delicata da avvolgere il grumo disgustoso della figura come una velatura di tinte sfumate, che sembrano allontanare e ammorbidire l’incubo, come la trama dei fili di seta avvolge in una nube d’oro l’orrida crisalide...
di Marcello Simonetta…è forse più difficile scoprire i riposti pensieri del Simonetta, che da tempo rifugge dalla figura e dai contenuti narrativi in cerca di un segno scarnito o di un accordo essenziale. Un semplice incrocio o sviluppo di grosse linee nere su fondo chiaro vogliono dire, in ultima analisi, la stessa angoscia, gli
stessi contrasti, lo stesso bisogno di speranza e di liberazione che abbiamo visto negli altri. E quella tela in cui un disco di violento e caldo colore cerchiato di nero campeggia su un fondo verde a pennellate concentriche, ricorda, mi pare, l’eterno connubio tra sole e natura. Ma quanto è lontana la dolcezza del verde riposante dei campi o il benefico tepore del sole! Si pensa piuttosto all’immagine
crudele che gli astronauti vedono divampare tremenda sul fondo nero negli spazi abissali, in luogo dell’antico idillio che incantò nei secoli passati e ancora incanta, per fortuna, tanta umanità…
Dopo quarantacinque anni si constata che Marinoni centrò perfettamente le tematiche degli espositori, che con coerenza hanno tenuto “la direzione di marcia sulla strada” del loro operare.





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