Dal 3 giugno 2008
Il Museo per la scuola

IL MUSEO
Quella che lega il ciclismo al Ghisallo è una storia lunga, appassionata ed avvincente. Carico di memorie, questo colle, che gode di panorami bellissimi, è uno dei luoghi più noti per i ciclisti di tutte le età e di tutte le categorie. Infatti è in cima a questa salita che si sono decise o si sono concluse alcune delle competizioni più famose della storia del ciclismo: dal Giro d’Italia al Giro di Lombardia, dalla Coppa Agostoni alla Giornata della Bicicletta. Per questo il Ghisallo è meta ogni anno di migliaia di sportivi che salgono fin qui anche per fare visita al Santuario, che conserva un dipinto della Madonna, proclamata Patrona dei Ciclisti dal 1949.
Negli anni ha così preso forma l’idea di realizzare un museo del ciclismo, che valorizzasse il patrimonio di ex voto sportivi offerti al Santuario, sviluppando la raccolta di oggetti e documenti, curando la ricerca scientifica e la divulgazione di un fenomeno storico e sociale di grande rilevanza in Italia, in Europa e nel mondo. Dunque non solo un museo della bicicletta, ma un museo impegnato a fare conoscere le storie di atleti, meccanici, organizzatori, dirigenti, giornalisti e semplici appassionati, che usano la bicicletta per turismo, anche attraverso incontri con i protagonisti e la realizzazione di mostre.
LE COLLEZIONI
Il Museo è articolato in varie sezioni.
La prima presenta biciclette, capi di abbigliamento, oggetti e documenti legati alla storia del ciclismo ed alla sua evoluzione tecnica.
La seconda consente di entrare nella “bottega del meccanico” per vedere le attrezzature e gli strumenti che per buona parte del ‘900 hanno permesso di costruire biciclette di vario tipo.
Una terza sezione è dedicata alla storia del ciclismo agonistico intrecciata con le vicende della vita politica e sociale, e viene illustrata in una “Grande Enciclopedia” di testi e fotografie.
La quarta, detta dei “24+24”, riguarda i 48 campioni più rappresentativi del mondo del pedale, che sono presentati attraverso i loro palmares.
In una apposita sala per proiezione e su vari schermi, distribuiti negli ambienti del museo, si possono vedere filmati d’epoca delle corse più famose che hanno fatto la storia del nostro sport.
DALLA VISITA AI LABORATORI.
Vedere, ascoltare, pensare, fare
La visita al museo offre un’introduzione al mondo del ciclismo, attirando l’attenzione dei ragazzi su oggetti o documenti interessanti in vista dell’attività di laboratorio scelta dall’insegnante per gli allievi. Il lavoro prosegue poi in uno spazio apposito dedicato ai ragazzi; ogni volta per vedere, ascoltare, pensare, fare, a partire dal confronto di oggetti, giornali, fotografie, filmati opportunamente selezionati, e dall’ascolto di testimonianze orali che il museo possiede. Nel laboratorio si ha modo – tra l’altro – di conoscere e decifrare parole ed espressioni del gergo ciclistico, segno di un ambiente che da almeno un secolo si distingue nella società e nel mondo dello sport.
Durata della visita con un laboratorio: da 2 ore a 2 ore e mezza.
1) “Inizio rifornimento”. Mangiare in bicicletta nel ciclismo agonistico. Laboratorio per le scuole elementari e medie
Obiettivi e temi: I ragazzi sono indotti a confrontare le loro esperienze con quelle dei corridori e a riflettere sul ruolo dell’alimentazione per la pratica del ciclismo, sulle funzioni che gli oggetti e i materiali svolgevano o svolgono in questa pratica, sull’evoluzione storica delle tecniche, dei regolamenti, dello sport e della società, diventando protagonisti attivi di una visita divertente e intelligente.
Obiettivi disciplinari:
• conoscere i bisogni dell’uomo e i manufatti, gli oggetti, gli strumenti e le macchine che li soddisfano;
• osservare e confrontare oggetti e persone di oggi con quelli del passato;
• leggere e interpretare le testimonianze del passato;
• individuare a livello sociale relazioni di causa/effetto e formulare ipotesi sugli effetti possibili di una causa;
• conoscere e usare termini specifici del linguaggio disciplinare.
2) ”Non perdere le ruote”. Ruote, gomme e rapporti di velocità nel ciclismo agonistico, nel cross, nell’uso quotidiano della bicicletta
Laboratorio per le scuole elementari, medie e superiori
Obiettivi e temi: I ragazzi sono accompagnati nell’osservazione e nel confronto di alcuni aspetti dei mezzi meccanici usati per la pratica del ciclismo, interrogandosi sulle funzioni dei componenti delle biciclette, sui materiali via via impiegati in questa pratica, sull’evoluzione storica delle tecniche, dei regolamenti, dello sport, facendo sperimentare l’uso del cambio di velocità a chi non lo ha mai provato.
Obiettivi disciplinari:
• conoscere i bisogni dell’uomo e i manufatti, gli oggetti, gli strumenti e le macchine che li soddisfano;
• osservare e confrontare oggetti e persone di oggi con quelli del passato;
• leggere e interpretare le testimonianze del passato;
• applicare in modo appropriato gli indicatori temporali anche in successione;
• individuare a livello sociale relazioni di causa/effetto e formulare ipotesi sugli effetti possibili di una causa;
• conoscere e usare termini specifici del linguaggio disciplinare.
3) Scarpe con i tacchetti, per correre più forte. L’abbigliamento del ciclismo agonistico
Laboratorio per le scuole elementari, medie e superiori
Obiettivi e temi: Ai ragazzi vengono mostrati e fatti indossare i vari capi di abbigliamento che compongono l’equipaggiamento dei corridori di oggi e di ieri, in modo da fare notare le loro modificazioni, nei materiali, nelle forme, nelle funzioni, in relazione alle diverse condizioni atmosferiche, alle mode delle diverse epoche, ma anche alle crescenti esigenze di tutela della incolumità e della salute, richieste dalla pratica di uno sport impegnativo e talora anche rischioso.
Obiettivi disciplinari:
• conoscere i bisogni dell’uomo e i manufatti, gli oggetti, gli strumenti e le macchine che li soddisfano;
• osservare e confrontare oggetti e persone di oggi con quelli del passato;
• leggere e interpretare le testimonianze del passato;
• applicare in modo appropriato gli indicatori temporali anche in successione;
• individuare a livello sociale relazioni di causa/effetto e formulare ipotesi sugli effetti possibili di una causa;
• conoscere e usare termini specifici del linguaggio disciplinare.
4) ”Storie (del Giro) d’Italia”. Il ciclismo come fenomeno sociale nel ‘900
Laboratorio per le scuole medie e superiori
Obiettivi e temi: I ragazzi vengono sollecitati ad interrogarsi sui diversi usi della bicicletta, nel corso di un secolo - come mezzo e strumento di trasporto, di lavoro quotidiano, di svago, di libertà, di turismo, di agonismo dilettantistico e professionale, di scelta etica – e sulle motivazioni psicologiche, economiche, culturali, che si sono accompagnate alla storia degli individui che nell’ultimo secolo hanno preso parte come atleti o come spettatori al Giro d’Italia, una manifestazione particolarmente importante per conoscere aspetti significativi della società italiana.
Obiettivi disciplinari:
• analizzare le testimonianze di eventi, i momenti e le figure significative;
• osservare e confrontare oggetti e persone di oggi con quelli del passato;
• leggere e interpretare le testimonianze del passato;
• applicare in modo appropriato gli indicatori temporali anche in successione;
• individuare a livello sociale relazioni di causa/effetto e formulare ipotesi sugli effetti possibili di una causa;
• conoscere e usare termini specifici del linguaggio disciplinare.
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Il Ghiro d’Italia
Cosa state sulla strada come allocchi ad aspettare?
Il “Ghiro d’Italia” non lo vedrete passare!
Il ghiro, miei cari. È una bestia senza fretta :
non va nemmeno in triciclo, figuriamoci in bicicletta.
Il ghiro dorme e russa nella tana ben celata :
non gli passa per la testa di “disputare la volata”.
A suo modo, del resto, è un animale giocondo :
sovente l’ho veduto ballare il ghirotondo…
Ghiro, ghirotondo,
se non ridete scappo
a fare il…ghiro del mondo.
da “Il libro degli errori” di Gianni Rodari
Einaudi, Torino 1980
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