Home  l  Il Museo  l  La Fondazione  I Partners  l  Eventi l Il territorio Contatti

IL PROGETTO ALLESTITIVO

Un museo del presente ed il problema della storicità
di Pier Federico Caliari

Le riflessioni che seguono, dovrebbero in qualche modo poter svelare il doppio registro di interpretazione con cui, chi scrive, si è misurato nella sua opera di cronografia, di vero e proprio disegno del tempo in una  narrazione in cui esso assume sia i tratti della cronologia storiografica, sia di quella mitologica, messe alla prova entrambi dalla continua pressione del dato contemporaneo.
Questa concentrazione di paralogie, e di processi di contraffazione del dato temporale hanno naturalmente una profonda ricaduta nello status di un museo, che già di per sé contiene tutti gli aspetti e le caratteristiche di un museo di nuova generazione, di un museo in sostanza, che possiamo definire “post-moderno” nel senso kohleriano del termine.
Il superamento dell’idea moderna di museo, sta tutta nell’abbandono dell’idea che il tempo del museo è un tempo al passato, se non addirittura al passato remoto. Il museo post-moderno è un museo che accetta la contraddizione del presente come elemento di variazione, di interferenza, di “disturbo” del tempo prima mitico e poi storico; che accetta il mito come disvelamento della storia, e la storia come sistema discreto, capace di dare forma ad una narrazione basata sul gioco dei riconoscimenti.
In sostanza, in questo museo, lo statuto classico del tempo, lineare e irreversibile, si trova a fare i conti con il tempo ciclico della narrazione annuale e con un tempo mitico che non è spiegazione e legittimazione dei percorsi storici, paradigma interpretativo di accadimenti successivi, ma è il senso stesso della narrazione, è l’aura che accompagna e riveste sia la storia che la contemporaneità nel quadro di percezione ed interpretazione degli eventi.
La difficoltà di operare in questo quadro è parzialmente incrinata dal caso, che ha voluto che il pensiero progettante del sistema mediatico (l’allestimento museografico), sia anche il pensiero progettante dell’ordinamento scientifico della collezione e quindi, come si diceva in apertura, il disegnatore del tempo.
Museologia e museografia, così concentrate nella medesima tensione e, in questo caso, non antagoniste, cercano un equilibrio in cui mito, storia e contemporaneità concorrono alla visualizzazione e strutturazione di una narrazione “aperta”.

Proprio in questo senso, e cioè nell’unicità della proposta museologico-museografica, il Museo del Ciclismo è un museo di nuova generazione. Un museo, cioè, che si presenta e si offre alla percezione dei visitatori mediante un dispositivo narrativo basato su una serie di format differenti e interattivi, profondamente diversi, nella concezione, da quelli propriamente oggettuali dei musei tradizionali.
Non c’è qui la Venere di Milo e neppure l’Apollo del Belvedere. Non ci sono i frammenti dell’epos artistico del mondo occidentale, non c’è quindi un’antichità che ne legittimi in modo inequivocabile il valore espressivo. Ma, tuttavia, e non per paradosso c’è tutta la storia, l’enciclopedia, il mito, le voci, le imprese di un intero secolo di sport.
Coppi e Bartali non sono nè la Venere, nè Apollo. Ma sono Ercole e Perseo. Eroi di un mito contemporaneo che non è poi tanto distante idealmente da quello antichissimo delle “grandi fatiche” portate a termine spesso con l’aiuto di una divinità dagli occhi cerulei.
Il Museo del Ciclismo, in questo senso, non racconta tanto il “bello”, quanto, piuttosto il “grande”, inteso come identità tra uomo e stato di grazia, la sospensione tra una formidabile fisicità e la sua stessa sublimazione in un’aura divinatoria.
Ma, a parte questa dovuta apertura sulla diversità di paradigma tra museo classico, e nuove forme di  narrazione, questo museo è un museo di nuova generazione per quattro ragioni:

  1. perchè si basa soprattutto su un impianto narrativo e comunicazionale che articola una sostanziale scelta di campo verso il multimediale;
  2. perchè la sua collezione (iconografica, oggettuale o immateriale) è in una continua registrazione e storicizzazione immediata del presente, un continuo download di dati, risultati, immagini che vengono costantemente prodotti e implementati dal circuito e dal mondo delle competizioni;
  3. perchè è tra i pochissimi nuovi musei realizzati ex novo nel panorama architettonico nazionale;
  4. perchè è un museo dello sport, cioè una tipologia di museo che non esiste, e che solo oggi si affaccia nel dibattito colto della museografia contemporanea.

Non e semplice, pertanto, dare una forma allestitiva e concreta ad un luogo espositivo di questo genere, che sfugge a tutte le classificazioni museografiche e museologiche tradizionali.
Difficile infatti è trasferire il presente in una dimensione storica.
Difficile è darne una rappresentazione capace di resistere al costante lavoro di “overwriting” che questo tipo di collezione sottende.
Rischioso (e il rischio sta nel cedere ad un populismo manierato e melanconico) è dare vita ad un museo dello sport, quando questo, nella sua più recente accezione, costituisce l’unico esempio.
Difficile è in sintesi operare sapendo che ciò che si sta facendo costituirà per molti un possibile modello metodologico, o comunque un esempio con cui confrontarsi.
E queste in definitiva sono le riflessioni di un progettista che scommette sulla performatività dell’impianto che ha contribuito a creare, e su un processo, tanto innaturale quanto “sintetico”, anche per un museo, di consegnare il presente alla storia, trattandolo come una reliquia ante litteram, e disponendolo in una progressione in cui il tempo è costituito da una sequenza di imprese, scandite da un orologio annuale.
Una specie di ciclico e rituale ritorno in un teatro che, come quello greco antico, opera nell’unità di tempo. E, paradossalmente, non c’è neppure il tempo per la celebrazione di una vittoria, che su di essa si sovrascrive inesorabile l’impresa di un nuovo campione.

pierfederico.caliari@gmail.com
www.caliarionline.it

La storia
I partners
Il progetto   architettonico
Il progetto allestitivo
Dove si trova
Le sezioni
Visita virtuale
La nostra squadra
Contatti
Orari
Biglietti
 
 
 

 

 

©Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo 2007                                                                                   mappa del sito  l   links