Il 5 febbraio è stata svelata, tra i capolavori della Pinacoteca di Brera, la Maglia Rosa 2024, un capolavoro by Castelli. All’evento, organizzato in collaborazione con la Pinacoteca di Brera e Opera Laboratori, hanno partecipato fra gli altri il presidente di RCS Media Group Urbano Cairo,  il direttore della Pinacoteca di Brera  Angelo Crespi,  l’ad di RCS Sport Paolo Bellino e il direttore del Giro Mauro Vegni. Ospite d’onore Vincenzo Nibali, ultimo vincitore italiano della Corsa Rosa, nel 2016, oltre a tanti rappresentanti delle istituzioni, degli sponsor e dei media.

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Foto Gian Mattia D’Alberto – LaPresse

La Rosa solo per una sera, nella bellezza e nell’arte della Pinacoteca di Brera, a Milano. Accade così lunedì 5 febbraio, dalle ore 18 alle 21, per iniziativa di RCS Sport La Gazzetta dello Sport per la presentazione della Maglia del Giro 2024. Rosa per una sera ma non in un luogo qualsiasi ma a Brera. Nella Pinacoteca. Un’emozione grandissima, come ha testimoniato la direttrice del Museo del Ciclismo del Ghisallo, Carola Gentilini, presente all’evento con le massime autorità della Corsa Rosa.

La maglia nuova by Castelli, è stata svelata nel contesto magico delle sue antenate, nella Biblioteca Braidense, mentre in Sala Bassetti le autorità hanno presentano tutto quello che di doveva presentare sulla maglia rosa del Giro che scatta sabato 4 maggio. La cornice era perfetta. Con il presente, il suo futuro e la sua storia attorno, “grazie anche al Museo del Ghisallo”, menzione che inorgoglisce il presidente della Fondazione Antonio Molteni.

Le maglie storiche che hanno conquistato grandi successi, in giro per il Giro, sono state esposte solo per una sera nelle teche di quella sala a Brera, proprio alla Pinacoteca, nel cuore pulsante di una Milano sempre più bella e turistica. Dal Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio, dove vivono nella collezione più grande del mondo di maglie rosa, alla Milano da bere, d’arte, di turismo e di emozioni.

La maglia rosa 2024 nasce nel rispetto della storia dello sport con la dedica al Grande Torino. Una delle novità significative di quest’anno si trova all’interno del colletto della Maglia Rosa. Infatti, su sfondo granata, vi è inserita una citazione in omaggio agli Invincibili con la scritta: “Grande Torino 1949 – Solo il fato li vinse”. Il 4 maggio, a 75 anni esatti dalla tragedia di Superga, anche il Giro d’Italia omaggerà la squadra granata.

Alessio Cremonese, amministratore Delegato di MVC Group ha detto della nuova maglia“Produrre la maglia simbolo del ciclismo italiano nel mondo per noi è un orgoglio. In azienda proviamo sempre grandissime emozioni quando vediamo i campioni del Giro indossare le nostre maglie. Come azienda ci impegniamo da sempre a raccontare attraverso i nostri prodotti l’Italia, il made in Italy e lo stile che tutti ci invidiano. Il design pulito ed elegante della maglia si ispira alle linee sinuose dell’arte e dell’architettura italiana, offrendo un tributo visivo alla bellezza intramontabile dell’Italia”.

La storia della Maglia Rosa

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Foto Gian Mattia D’Alberto – LaPresse

Urbano Cairo, Presidente di RCS MediaGroup ha dichiarato“La Maglia Rosa è il simbolo, riconosciuto nel mondo, del nostro Giro d’Italia. Poterla indossare è il sogno di tutti i corridori che prendono il via alla Corsa Rosa. Quest’anno per me avrà ancora più valore affettivo in quanto le storie dei grandi campioni che l’hanno indossata si intrecceranno con quelle degli Invincibili del Grande Torino che, nel giorno del 75° anniversario della tragedia di Superga, andremo a celebrare nella prima tappa. Maglia Rosa e Grande Torino raccontano storie che uniscono tutti gli appassionati di sport”.

La Maglia Rosa, simbolo che contraddistingue il leader nella classifica generale a tempi, fu istituita per il Giro del 1931. Il primo ad indossarla fu Learco Guerra, vincitore della prima tappa del 1931, la Milano-Mantova (10 maggio 1931).In 88 edizioni, sono 263 gli atleti ad aver vestito per almeno una frazione la Maglia Rosa nella storia del Giro.

Il corridore che ha indossato più Maglie Rosa nella storia è Eddy Merckx: 78 frazioni, seguito da Francesco Moser a quota 57 e Gino Bartali a quota 50. Eddy Merckx detiene il record per la più lunga sequenza di Maglie Rosa consecutive, 36 frazioni. Due ciclisti sono stati in grado di vestire la Maglia Rosa dalla prima all’ultima tappa: Eddy Merckx nel 1973 e Gianni Bugno nel 1990. La nazione con più Maglie Rosa è l’Italia, a quota 1009: l’ultimo italiano in Rosa è stato Alessandro de Marchi, nella 4^ e 5^ tappa del 2021. L’Italia è seguita dal Belgio a 164 e la Spagna a 140.

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Dalla collezione Rosa alla Pinacoteca di Brera

Durante l’evento organizzato da Rcs Sport si passano in rassegna nelle preziose teche alcune maglie storiche della collezione Museo del Ghisallo e alcune prime pagine che hanno raccontato il Giro. Si parte da lontano: 1935, la Rosa di Vasco Bergamaschi, vincitore di quel Giro, 1948 la Rosa di Fiorenzo Magni (fondatore del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio), 1958, la Rosa di Ercole Baldini, l’indimenticabile “Treno di Forlì”, 1966, la Rosa di Gianni Motta, grande amico del Museo del Ghisallo, 1973,  la Rosa di Eddy Merckx “Il Cannibale”, 1984, la Rosa di Francesco Moser, Moserissimo nell’anno del suo Record dell’Ora, la maglia del suo Giro vinto, 1985, la Rosa di Giuseppe Saronni,  1990, la Rosa autografata di Gianni Bugno, e 1992, la Rosa di Miguelon Indurain.

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Che emozione vedere le storiche maglie rosa nelle teche della Pinacoteca di Brera. Le ritroveremo lassù al Ghisallo, nel loro Museo, nella grande collezione, dal 2 marzo prossimo, nel Museo chiamato la casa dei ciclisti. Parola di Fiorenzo Magni. Dopo questo viaggio d’arte.

Angelo Crespi, il direttore della Pinacoteca di Brera ha detto in proposito: “Sono onorato che sia stata scelta la Pinacoteca di Brera per presentare la Maglia Rosa del Giro d’Italia 2024. La Maglia Rosa, nel corso di quasi un secolo, è diventata un simbolo non solo sportivo. Gli atleti che hanno avuto l’onore di indossarla sono spesso stati elevati a veri esempi di umanità, incarnando le doti necessarie a prevalere in uno sport antico che ha nella fatica e nella resistenza il proprio modo di essere. Non a caso, l’esposizione di alcune riviste storiche negli spazi della Biblioteca Nazionale Braidense stanno a dimostrare come la narrazione del Giro e dei suoi eroi sia qualcosa che ha travalicato la semplice cronaca sportiva, facendosi racconto sociale”.

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Foto Gian Mattia D’Alberto – LaPresse

Con la Rosa è sempre emozione

Carola Gentilini, direttrice del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio, in provincia di Como ha detto fra l’altro: “È sempre un’emozione partecipare a questi momenti di celebrazione di uno dei simboli più importanti dello sport del ciclismo, la maglia rosa ed  è con orgoglio che il museo del Ghisallo, anche quest’anno, partecipa al vernissage con l’esposizione di alcuni dei pezzi della mostra di maglie rosa permanente del nostro museo di Magreglio, collezione che si è realizzata grazie proprio alla collaborazione con La Gazzetta Dello Sport RCS Sport. Quello che sta per iniziare, anche al museo del Ghisallo, con riapertura al 2 marzo, sarà un anno di grandissimi emozioni e valorizzazione dei nostri memorabilia”.

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Intanto il 14 febbraio, per festeggiare San Valentino, tutti gli innamorati della bicicletta potranno andare al Museo Alessandria Città delle Biciclette, di Palazzo Monferrato ( in via San Lorenzo, ingresso gratuito dalle ore 11) per vivere una giornata di ricordi, emozioni e inaugurazione di una mostra dedicata alle biciclette di “Accoppiata Giro – Tour”. Con la presentazione in anteprima assoluta del libro di Beppe Conti, Minerva Edizioni, Il giallo del Tour. Il Museo del Ghisallo è gemellato con il Museo ACdB e porta avanti numerosi progetti in simbiosi per la promozione e la cultura della bicicletta e della Storia del Ciclismo.

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