L’impresa è nel titolo, la storia nel suo nome: Luigi Ganna
40,405 sono i chilometri percorsi in un’ora dall’uomo dei record che impose il suo primato nel 1908, sul velodromo di Porta Ticinese.

Sabato 24 maggio, la presentazione del libro al Museo del Ghisallo. Interverranno l’autrice  Stefania Bardella, pronipote di Luigi Ganna, Michela Moretti Girardengo, pronipote di Costante Girardengo.

Ganna è stato un grande protagonista del ciclismo epico, uno dei campioni indiscussi dei primi anni del ‘900. Nato a Induno Olona, in provincia di Varese il primo giorno di dicembre del 1883, inizia da giovane a lavorare come muratore a Milano ma capisce ben presto che la sua strada sarebbe stata un’altra. Grazie a quelle distanze percorse in bicicletta per andare al lavoro allena le gambe per partecipare alle prime corse. Arriva la vittoria alla Coppa Valle Olona, Luison spicca il volo. Nel palmares innumerevoli vittorie tra le quali svettano la Milano-Sanremo e il primo Giro d’Italia.

Non solo bicicletta ma anche ricordi di famiglia. Savina l’amore della sua vita, i figli Martino e Maria, l’azienda Cicli Ganna. Poi l’amicizia con Fiorenzo Magni che riportò la festa del Giro nella villetta di viale Belforte.

Questa la storia che Stefania Bardelli, autrice del volume e pronipote di Ganna, porta nel cuore. Una storia di famiglia, una storia di passione per questo nobile sport. Luigi Ganna é un campione che oggi non é stato dimenticato: vive nei ricordi, vive nel vento.

Per l’occasione sarà esposto presso il Museo del Ghisallo dal 24 maggio all’8 giugno il Trofeo senza fine in prestito dalla Famiglia Ganna