Caro Fiorenzo,

il GR Radio RAI 2 del 31 marzo scorso mi ha dedicato uno spazio al suo interno, perché come altri importanti Musei sportivi in Italia e all’estero sono rimasto aperto virtualmente!

Se clicchi sul link, puoi sentire il servizio (sono il primo Museo ad essere portato ad esempio… ): GR Radio RAI 2 

Ora ti racconto come è andata.

In questi due lunghi mesi, che te lo dico a fare?, mi sono sentito un leone in gabbia. Ero ai nastri di partenza, pronto, prontissimo a scattare e pedalare … e invece! Dal 9 marzo serrata e apertura a data da destinarsi: hai presente quando una invisibile puntina sulla strada fora la ruota del Campione e gli fa perdere tempo prezioso e gli fa accumulare il fatidico ritardo (di 2 minuti e 11 secondi !!!) che lo scaraventa fuori tempo massimo? Ecco, mi sono sentito così nel fronteggiare la crisi dovuta ad un microscopico virus e all’emergenza sanitaria Covid-19 .

Allo sport e alla cultura è stato chiesto di aiutare le persone costrette in casa a sentirsi unite nonostante il dover restare distanti. Eh, bella impresa! E come si fa a trasformare il distanziamento sociale in avvicinamento reale?? (senza contare poi che.. dare il distacco all’altro è nel DNA del nostro sport !!!)

E’ stato lì che ho pensato a te. Mi è tornato alla mente quello che nel 1955 avevi detto alla signora Liliana Il Giro d’Italia non è finito. Non so cosa succederà, qualcosa inventerò, e ti sei inventato una fuga, lungo una discesa sterrata, ghiaiosa e tagliente, che ti ha fatto vincere.

Inventare. E’ stata questa la parola chiave. Inventare. Qualcuno disse che nella tua visione io, il tuo museo, non ero solo un luogo di raccolta e di memoria, ma anche una fabbrica di idee e di sentimenti. Ho iniziato a guardare con attenzione i cimeli che custodisco al mio interno: narrano il talento, il sudore, il coraggio delle vittorie e delle sconfitte nella straordinaria storia del Ciclismo e dei Grandi Campioni. Sono stati loro, i cimeli, a farmi riscoprire questa anima di laboratorio di idee e di sentimenti da raccontare e da condividere.

Come? Ecco, altra bella impresa. Sto diventando sempre di più Museo Social! Facebook, Instagram, newsletter, Youtube… e sai, caro Fiorenzo, che anche in questo mi ispiro a te? Quando telefonavi alle persone a te care dicevi loro E’ tanto che non ci sentiamo !, e magari non erano passati due giorni dall’ultima telefonata. Eri autenticamente social prima ancora del boom dei social network!! Perché il vero segreto di essere social non è postare belle foto, ma è dare valore al dialogo che si vuole creare con gli altri, dimostrandosi curiosi su come stanno, ascoltando i loro stati d’animo e i loro interessi, per capire come meglio informarli e intrattenerli con contenuti di qualità, diventando in questo modo il loro costante punto di riferimento. E quello che ho capito è che le persone vogliono che le faccia sognare, rievocando le Belle Storie che il grande ciclismo ha donato allo Sport.

Così ho preso la buona abitudine di pubblicare ogni giorno (o almeno ogni due giorni) una di queste tante belle storie, in alcuni casi cercando anche di portare il pensiero di vicinanza ed affetto alle città maggiormente colpite dall’epidemia, come ho fatto ad esempio postando la maglia di Felice Gimondi per essere #distantimauniti a Bergamo nei suoi giorni più drammatici.

Su Facebook i nostri followers sono più di 11 mila (e mi vanto di poter dire che non sono a pagamento), su Instagram sono 594 (sempre più in crescita e con una media del 25% di feedback positivo). Alla tradizionale Newsletter è stata affiancata la “gregaria” Newsletter Store. Oltre a curare il canale Youtube, sto creando la “mia” pagina su Wikipedia, partecipando all’iniziativa Quarantena di scrittura 2020 indetta dalla stessa enciclopedia online. Insomma, sto pedalando sulla tastiera del computer… in attesa di pedalare in sella alla bicicletta!

Perché tutto questo non significa assolutamente sostituire il museo reale con quello online. E’ una sorta di preparazione sui rulli o su una strada virtuale. Come tu annotavi nelle tue agendine, che ho ribattezzato le Magnine, i chilometri di allenamento, così io adesso mi annoto le pubblicazioni e cerco di stimolare i nostri followers e di arricchire la loro passione per il ciclismo in vista della Partenza. Perché partirò, caro Fiorenzo, qualcosa mi inventerò ma partirò.

Con affetto,

il Tuo Museo