ATLANTE STORICO DEL CICLISMO IN LOMBARDIA

tra le due guerre – prima parte

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Tra le due guerre: 1919-1943. Prima parte

Il 1919 è un anno critico per l’Italia, uscita vittoriosa dalla prima guerra mondiale, ma in una condizione economica, sociale e politica molto precaria: l’esercito smobilita, l’apparato industriale deve riconvertirsi in funzione di un nuovo paradigma produttivo, il mercato interno di beni e merci ristagna. Reduci di guerra e disoccupati costituiscono una ‘massa critica’ problematica che presto diverrà protagonista di tensioni e disordini. Alle elezioni politiche, nel collegio di Milano, si presenta per la prima volta la lista del movimento fascista capeggiata da Benito Mussolini. Il 1919 è però un anno fondamentale per il grande ciclismo in Lombardia: Costante Girardengo, già vincitore della Milano-Sanremo dell’anno precedente, trionfa al Giro d’Italia (da Milano a Napoli e ritorno al capoluogo lombardo) vincendo sette delle dieci tappe disputate, meritandosi così l’appellativo di ‘campionissimo’ coniato Emilio Colombo, giornalista de “La Gazzetta dello Sport”. Il 2 novembre Girardengo si aggiudica anche il Giro di Lombardia, con partenza da Milano, in corso Sempione, e arrivo al Trotter di Turro: 256 Km di percorso, caratterizzato dall’introduzione di una salita che diverrà poi il principale simbolo della corsa e del grande ciclismo lombardo: il colle del Ghisallo, nel territorio del comune di Magreglio (CO). Nel 1919, inoltre, vengono organizzate e disputate, per la prima volta, altre due corse destinate a divenire un appuntamento tradizionale del grande ciclismo italiano e internazionale: la Tre Valli Varesine, così denominata perché svolta lungo le strade tra Varese, la Valcuvia, la Valganna e la Valtravaglia, nella parte nord del territorio varesino, e la Coppa Bernocchi, corsa lungo le strade dell’alto milanese e con il traguardo posto a Legnano.

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I percorsi delle gare ciclistiche tra il 1919 e il 1943

Nella prima metà degli anni Venti, mentre il fascismo conquista il potere e il governo del Paese, il ciclismo italiano è dominato da Costante Girardengo. è un periodo di grandi cambiamenti politici, ma anche territoriali e infrastrutturali. Nel 1924, su iniziativa dell’ingegnere milanese Piero Puricelli, nasce in Lombardia la prima strada italiana riservata alle sole automobili, con pagamento di pedaggio, da Lainate a Varese: il primo tratto dell’Autostrada dei Laghi. L’automobile è ancora un mezzo di lusso, riservato a pochi, ma circa la metà delle 80.000 vetture italiane circola proprio nel territorio lombardo. Nel 1925 vengono inaugurati anche i rami autostradali da Lainate a Como e tra Gallarate e Sesto Calende. La bicicletta resta comunque il mezzo ordinario di trasporto in Lombardia e il ciclismo lo sport più popolare. Proprio nel 1925 emerge prepotentemente un giovane corridore nato a Cittiglio, in provincia di Varese, ed emigrato da adolescente in Costa Azzurra, sulle cui strade ha raccolto le prime vittorie: è Alfredo Binda che, alla prima partecipazione, riesce a vincere il Giro d’Italia. A fine stagione, Binda vince anche il Giro di Lombardia: la corsa parte da Milano e vi fa ritorno, concludendosi al Velodromo Sempione, che dal 1921 ha sostituito il Trotter di Turro come sede del traguardo. Binda si ripete al Lombardia nel 1926, anno in cui Milano, il giorno 29 luglio, ospita la sesta edizione dei campionati del mondo su strada: la corsa, ancora riservata alla categoria dei ‘Dilettanti’, si sviluppa per 183 Km lungo la tradizionale direttrice che dal capoluogo lombardo porta a Torino. Vince il francese Octave Dayen. Nel 1927 Binda raggiunge l’apoteosi: vince il Giro d’Italia, il Giro di Lombardia e la prima edizione dei campionati del mondo su strada per ciclisti professionisti, organizzata in Germania, nella città di Adenau, montando sulla bicicletta il primo e sperimentale cambio “Vittoria”. Vince anche la prima ‘sei giorni’ su pista organizzata, alla fine di quell’anno, al Palazzo dello Sport di piazza VI Febbraio a Milano e lo fa in coppia con Costante Girardengo, a cui ormai ha sottratto l’appellativo di ‘campionissimo’. La carriera di Binda si concluderà un decennio dopo con un palmarès impressionante: 109 vittorie, tra cui tre campionati del mondo su strada per professionisti, cinque Giri d’Italia, quattro Lombardia e due Milano-Sanremo.