LA GHISALLO 2018 RICORDA LUCIANO BERRUTI

LaGhisallo 2018 corre per Luciano Berruti. La notizia è stata data in occasione del Welcome Tricolori Cycling Press di sabato 16 giugno, prova in linea che scatta dal Museo del Ghisallo di Magreglio domenica 17 giugno 2018, alle ore 9,30, per l’organizzazione del Velo Club Eupilio con AGCI.

Save the date  per la terza edizione. Sabato 30 giugno 2018 | Domenica 1 luglio 2018 arriva la Ciclostorica di Magreglio. Il programma prevede il sabato una staffetta a squadre Bellagio-Ghisallo con Criterium di abilità con 9 km di salita pendenza media del 5% con punte del 14% per un dislivello di 540 metri. Domenica, invece, la ciclostorica scatta dal Santuario della Madonna del Ghisallo di Magreglio e percorre 58 km attraverso Sormano, Erba, Merone, Pusiano e Asso con arrivo al Museo. Previsto anche il pasta party gratuito nel piazzale del Museo

Una edizione speciale per Luciano Berruti. La terza edizione della Ciclostorica @LaGhisallo a Magreglio arriveranno due bici e le maglie di Luciano Berruti donate una al Santuario della Madonna del Ghisallo e una al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio. La cerimonia di consegna sarà domenica 1 luglio 2018 all’arrivo della ciclostorica.

La vigilia dell’edizione 2018 de LaGhisallo vedrà anche un omaggio video a Luciano Berruti, perché sabato sera sarà trasmesso, all’interno del Museo del Ghisallo, il film a lui dedicato. Questo evento sarò realizzato grazie alla collaborazione della famiglia Berruti e promosso  dalla macchina organizzativa de La Ghisallo, Comune di Magreglio, il Santuario del Ghisallo il Museo del Ghisallo, la NUVI e il Gruppo Sportivo Ghisallo. L’evento gode del patrocinio del Consiglio Regionale della Lombardia.

Quando arriva il momento de LaGhisallo al Museo c’è una speciale aria di festa. È un po’ come per il Giro di Lombardia (anche per il numero di presenze concentrate in pochi giorni). Quest’anno sarà ancora più speciale perché l’edizione sarà speciale. Il ricordo sarà speciale. E questo ricordo ha un nome: Luciano Berruti. Per chi ama questo genere non c’è bisogno di presentazioni. Per chi non lo conoscesse Luciano Berruti, che ci ha lasciato troppo presto e troppo inaspettatamente, è il cuore di tutto un movimento ciclostorico. LaGhisallo lo ricorderà come si deve.

Scrive così per noi Carlo Delfino: Luciano Berruti, velocipedista e punto di riferimento e icona del ciclismo Eroico, è morto il 13  agosto 2017 in bicicletta (e non poteva essere diversamente), scalando il Bresca in direzione colle Melogno. Era residente a Cosseria in provincia di Savona dove era nato il 25 novembre del 1943. Sposato da quasi 50 anni con una donna polacca di nome Zofia, ha due figli, Leszek e Jacek di 47 e 39 anni che gli hanno dato dei nipotini.

Argento vivo da ragazzino e proveniente da una famiglia di modeste origini, a scuola spesso era messo in castigo perché molto vivace. Ciclista amatoriale vulcanico e sui generis, nel 1995 prese parte a una cronoscalata vicino a casa con una vecchia Bianchi degli anni ’50 modello Parigi Roubaix; voleva dimostrare che la differenza la fanno gli uomini, non le biciclette.

In seguito si presentò anche ad una corsa in linea ma i giudici non lo fecero partire perché dissero che con quel mezzo avrebbe portato scherno agli altri partecipanti. Qualche tempo più tardi venne a sapere che in Toscana si svolgeva una corsa su Strade Bianche e su bici d’epoca, era l’Eroica.

Nacque subito un amore disarmante e in seguito ne divenne il testimonial e l’ambasciatore più autentico facendo proseliti in tutta Italia e non solo. Spinto da una passione autentica e genuina, iniziò a collezionare e restaurare biciclette, materiare d’epoca, abbigliamento ed accessori vari. Pian piano prese corpo l’idea di istituire un museo permanente nel suo paese natale, e grazie alle sinergie tra l’amministrazione Comunale ed alla Regione Liguria, nacque così il Museo della Bicicletta a Cosseria.

Ma il suo testamento spirituale si rivolge soprattutto a i giovani che vogliono veramente assaporare l’essenza del ciclismo. Il messaggio è quello di non disdegnare, ma, anzi, amare vecchi mezzi meccanici con i componenti e i rapporti originali, macinando chilometri senza supporto e senza assistenza, mangiando e bevendo cosa capita sul percorso. Questo era la normalità per i pionieri del ciclismo, e solo provando in prima persona tutto ciò, si può veramente capire quello che era il mondo degli eroi del passato. E soltanto chi conosce le loro sensazioni e le loro storie può veramente apprezzare ed amare anche i campioni e il ciclismo dei giorni nostri.

Ma Luciano era un cuore grande, sempre aperto, soprattutto ai poveri e ai bisognosi  Era un uomo speciale, generoso cristiano, capace di compiere grandi opere, non solo con la bicicletta. La sua vita è stata preziosa, noi lo ricorderemo sempre per l’esempio che ci ha dato, per la semplicità e la sua umiltà.

 

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