IL MUSEO DEL CICLISMO

madonna del ghisallo

IL LEONE DELLE FIANDRE

Fu fondato e inaugurato nel mese di ottobre del 2006 da Fiorenzo Magni,  il Leone delle Fiandre, il terzo uomo,  come molti lo hanno definito: campionissimo fra Coppi e Bartali. Un esempio per la sua tenacia, per i suoi successi ma anche per la sua vita dedicata allo sport azzurro. Sempre pronto a tirare il gruppo. Fino in fondo.

SANTUARIO

Il Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio, che sorge in provincia di Como accanto al Santuario dedicato alla Madonna, protettrice di tutti i ciclisti del mondo,

AMORE

È l’unico Museo al mondo che si rivolge a tutti i campioni e a tutti gli appassionati di ciclismo: il tema che lo caratterizza anzi lo domina è l’amore per la bicicletta.

STORIA

Quella che lega il ciclismo al Ghisallo è una storia lunga, appassionata ed avvincente.

Carico di memorie, questo colle, che gode di panorami bellissimi, è uno dei luoghi più noti per i ciclisti di tutte le età e di tutte le categorie, agonistiche e non. Infatti è in cima a questa salita che si sono decise o si sono concluse alcune delle competizioni più famose della storia del ciclismo: dal Giro d’Italia al Giro di Lombardia, dalla Coppa Agostoni alla Giornata della Bicicletta.
Per questo il Ghisallo è meta ogni anno di migliaia di sportivi che salgono fin qui anche per fare visita al Santuario, che risale al XVII secolo, dove si conserva un dipinto della Beata Vergine Maria, detta la Madonna del Ghisallo, proclamata Patrona dei Ciclisti dal 1949, con una bolla papale di Pio XII. L’anno prima Papa Pacelli Pio XII aveva benedetto e acceso a Roma la grande fiaccola di bronzo, che venne collocata all’interno del Santuario: da allora moltissimi visitatori arrivano qui da tutto il mondo. Lo testimoniano i visitatori del Museo provenienti, nel solo 2017, da 57 nazioni.
Nel 2000, in ricordo dell’evento del ‘48, la Fondazione Museo del Ciclismo-Madonna del Ghisallo ha organizzato una staffetta con la partecipazione di alcuni grandi campioni del ciclismo, dalla Madonna del Ghisallo al Vaticano per la consegna della fiaccola al Santo Padre Giovanni Paolo II, con un incontro che rimarrà nella memoria di tutti i partecipanti.
Ha così preso forma l’idea di realizzare un museo del ciclismo, a fianco del Santuario, sviluppando una nuova raccolta, curando la conservazione di cimeli, la ricerca scientifica e la divulgazione di questo sport, un fenomeno storico e sociale di grande rilevanza in Italia, in Europa e nel mondo.
Il 31 maggio 2006, poi, Papa Benedetto XVI ha dato in Vaticano la benedizione all’ultima pietra solennizzando l’atto finale della costruzione del museo. La pietra, che si può vedere nel salone centrale della struttura museale, reca il messaggio “Omnia Vincit Amor” (l’amore vince ogni cosa).

Ma come si propone questo Museo del Ciclismo-Madonna del Ghisallo?
Innanzitutto un museo del ciclismo, e non solo un museo della bicicletta. Quindi un museo dedicato agli uomini e alle donne che hanno usato e usano la bicicletta nella vita quotidiana e nelle competizioni sportive; ma anche impegnato a fare conoscere coloro che attorno al mondo delle due ruote, ed a quello agonistico in particolare, lavorano: gli atleti, i produttori del mezzo, gli organizzatori, i dirigenti di società, i giornalisti e altre figure forse meno note ma altrettanto importanti.
Non ci sarebbe, infatti, un luogo più significativo di questo, in una regione dove si contano quasi 700 società ciclistiche, più di 12.000 tesserati e circa 1200 gare nel corso dell’anno.
Dunque un’istituzione che vuole collaborare con i vari musei realizzati in Italia e nel mondo, andando al di là delle collezioni imperniate sul nome di un atleta e sulle sue imprese, per quanto importanti.

Il Museo del Ciclismo-Madonna del Ghisallo, da parte sua, intende invece raccogliere, conservare e valorizzare, a partire dalle donazioni spontanee da appassionati, sodalizi sportivi e campioni di varie epoche, le vicende di un mezzo tecnico, di uno sport e dei suoi attori, degli avvenimenti principali che hanno fatto la storia del ciclismo, nonché di una società che con la bicicletta è passata alla modernità.
Qui, anche attraverso l’incontro degli appassionati con i protagonisti dello sport e dell’ambiente ciclistico che il museo promuove, si vuole far conoscere e studiare il passato ed il presente del ciclismo, riflettendo sui valori, sui problemi e sul futuro della pratica ciclistica e dello sport.

La casa dei ciclisti

«Il Santuario del Ghisallo è diventato grande per noi ciclisti perché una persona come don Ermelindo Viganò gli ha dedicato tutta la vita. Quante speranze, quanti ricordi quante vittorie, quanti Campioni hanno legato il loro nome a questo santuario conosciuto non soltanto nel nostro Paese. Essere riusciti a raccogliere tutta la sua storia permette di trasferire agli altri un patrimonio che ha i suoi più alti valori nella forza morale, spirituale e sportiva che può agevolare i giovani, anche non sportivi.»

EVENTI NELLA STORIA
Fiorenzo Magni è ancora lì, davanti a tutti, a tirare il gruppo. Soddisfatto, orgoglioso, con il palmer tra i denti, perché la fatica e il male che brucia nella testa di una clavicola rotta non si sente più, anzi, diventa leggenda, se il sogno è grande e possibile.
Quel sogno, da Leone delle Fiandre, Magni lo ha reso reale e scavato nella roccia di un Museo, unico al mondo, progettato su pilastri di valori. E a oltre dieci anni di distanza, dopo quell’inaugurazione in pompa magna con tante autorità e istituzioni, con tanti sponsor, tutti amici di Fiorenzo Magni, azzurro in testa al gruppo, c’è ancora la stessa energia.

Fiorenzo Magni avrebbe potuto farlo per se stesso questo grande monumento di sentimenti eterni. Invece no, lo voleva per il ciclismo, per tutti i suoi campioni. Per non disperdere il seme di quella passione e riconoscimento che il mondo sportivo gli aveva dato, perché se lo era conquistato col sudore. Perché lo aveva reso grande.

Oggi, a distanza di tanti anni, percorrendo le sale moderne ma allo stesso
tempo antiche del Museo del Ghisallo, li ritrovi intatti quei valori. Rimbalzano dal vicino Santuario dove ancora e per sempre la Madonnina protegge tutti i ciclisti e a tutti, come voleva Fiorenzo Magni, il Museo è dedicato.

Con la stessa forza morale, spirituale, sportiva. Con un insegnamento ai giovani che è semplicemente una porta da aprire e una strada da trovare. Per tutti. È fendere l’aria e cercare il cambio, trovare il passo, andare avanti: eccola un’altra immagine che il Leone delle Fiandre usava spesso in occasione delle sue riunioni di gruppo, nei cda della Fondazione, negli appuntamenti a tu per tu con chi voleva e amava aiutarlo. In questa sua ultima grande impresa. Che non è mai finita. E ci fa da Esempio.

UNa storia in numeri

5 sono le grandi sezioni del Museo:
la nr. 1 è la Sezione “Grande Enciclopedia del Ciclismo”
la nr. 2 è detta la Sezione “Cimeli”;
la nr. 3 è la Sezione “Ciak e campioni – 100 film sul ciclismo”;
la nr. 4 è anche chiamata Sezione “24 + 24”: intendendo i 48 ciclisti dal migliore palmares, richiamati singolarmente al presente e proposti agli occhi del pubblico all’interno di due ambienti circolari;
la nr. 5 è invece la Sezione “L’uomo ed il suo mezzo. Il Design della bicicletta da corsa”.

570 sono i metri quadrati di area espositiva al livello 3 e 4, 850 lo spazio museale del livello 2, mentre 750 sono i metri quadrati del livello 1 che comprende lo spazio riunioni, sala conferenze, biblioteca, uffici, bagni, depositi, cui si aggiungono 1.140 metri quadrati del piazzale con parcheggio privato.

 

oggetti inventariati

biciclette in esposizione

maglie rosa esposte

biciclette di campioni

eventi e mostre

I cimeli

Dentro il museo

PIANO DI INGRESSO

A. Ingresso
B. Biglietteria – Informazioni
C. Punto vendita e Libreria
D. Spazio per esposizioni temporanee

1. Scatti di archivio
Collocata lungo la rampa di accesso, mostra fotografica temporanea tematizzata secondo il calendario annuale delle grandi competizioni dell’anno, quali Milano Sanremo, Giro d’Italia, Giro di Lombardia, realizzata grazie alla collaborazione con i più importanti archivi del mondo del ciclismo.
2. Biciclette militari
È la sezione che raccoglie le biciclette di inizio secolo utilizzate in ambito militare; fra queste è presente la prima bicicletta pieghevole della Bianchi.

 

10. Biciclette del record dell’ora e biciclette da pista
Il Ciclismo in pista. Le biciclette dei più significativi record dell’ora, fra cui quello di Fausto Coppi al Vigorelli del 1942.
11. Il Campionato italiano
È possibile ripercorrere la storia del Campionato italiano attraverso maglie storiche e contemporanee.
12. I Campioni del Mondo
Maglie e biciclette di grandi campioni quali Merckx, Baldini e Saronni permettono di ripercorrre le imprese mondiali di grande ciclismo.
13. Sezione “Grande Enciclopedia del Ciclismo”
È la sezione che, attraverso una serie di immagini e di gigantografie, di pannelli di testo, di schermi tattili, offre al visitatore, seguendo una successione cronologica, i profili dei più grandi campioni di sempre, con notizie su alcune delle loro imprese e sui mezzi con cui le hanno compiute al Giro d’Italia.

PRIMO PIANO

E. Piano espositivo collezione permanente

3. Sezione “Giro d’Italia-Maglie rosa“
È la sezione che raccoglie alcuni cimeli del Giro d’Italia e la più grande collezione di maglie rosa, ritrovate grazie al progetto Giro for Ghisallo di Gazzetta dello Sport.
4. Officina meccanica
È la sezione che raccoglie la strumentazione della Bottega di Giannino Albè, artigiano legnanese di inizio secolo produttore di biciclette.
5. Le donne nel ciclismo
Sezione dedicata al ciclismo femminile a partire dalle imprese di Alfonsina Strada, prima donna ad aver partecipato al Giro d’Italia.
6. Sezione “Evoluzione bicicletta da passeggio“
È una sezione in cui si focalizza l’attenzione del visitatore sull’evoluzione della bicicletta in ambito non competitivo.
7. Sezione “Evoluzione bicicletta da corsa“
È una sezione in cui si focalizza l’attenzione del visitatore sulla bicicletta da corsa, a cui, grazie alla maestria dei progettisti e dei meccanici, l’atleta affida la sua performance. Qui si mostra l’evoluzione del mezzo meccanico attraverso i suoi componenti e alcune delle tappe dell’evoluzione dei materiali più significativi che si sono succeduti nella storia del ciclismo agonistico.
8. Teca dei “Cimeli”
È la sezione che raggruppa gli oggetti, dotati di un particolare valore storico e affettivo, che i campioni hanno donato al Santuario o alla Fondazione. Sono esposti in maniera selettiva, secondo il principio della rotazione.
9. I grandi campioni
Cimeli di varia natura rievocano le grandi imprese di specifici campioni, fra cui Bartali con le due biciclette utilizzate al Tour de France, Coppi, Magni, Baldini, Albani, Merckx, Ballerini e Pantani.

PIANO INTERRATO

D. Mostre temporanee
F. Biblioteca – Sala conferenze
G.Uffici / Direzione
H. Servizi

14. Sezione “24 + 24”
Qui i quarantotto ciclisti dai migliori palmares, vengono richiamati singolarmente e proposti agli occhi del pubblico all’interno di due ambienti circolari, divisi in due raggruppamenti da ventiquattro, in cui il visitatore può sfogliare altrettante “bandiere” incernierate sulle quali è presentata ogni singola figura di campione, da Girardengo a Guerra, da Coppi, Bartali e Magni a Gimondi, Moser, Saronni, Hinault e Armstrong, con una selezione di immagini storiche, un quadrante biografico ed un dettagliatissimo palmares.
15. Sezione “Ciak e campioni 100 film sul ciclismo”
È la sezione audiovisivi che porta il pubblico a “rivedere” una selezione di film, documentari, cortometraggi in cui si narra il ciclismo sportivo, ma anche il rapporto tra ciclismo, cinematografia, televisione e costume, sullo sfondo della storia del Paese.

 

Informazione turistiche

oltre al museo

Visitare il Museo del Ghisallo rappresenta l’occasione per scoprire un territorio meraviglioso, con degli splendidi scenari, percorsi naturalistici, possibilità di praticare sport e sorprendenti scoperte gastronomiche.

Numerose le opportunità di ristoro e di ospitalità per vivere una vacanza o un week end all’insegna del benessere.

Per maggiori informazioni visita la sezione Pedala nei dintorni del Museo.