Un Museo da record come voleva Magni

Sono i mesi più belli questi per visitare il Museo del Ghisallo, a Magreglio. Vuoi per i colori dell’autunno che ci sono e sono vivi, ma anche scaldano forse per via di questo strano clima africano poiché le temperature sono miti ed è un vero piacere fare un giro da queste parti. Dentro e fuori dal Museo e dal piccolo Santuario, luoghi culto per il ciclismo, custoditi con amore e in simbiosi per la reciproca collaborazione rinsaldatasi più che mai.

Tutte cose che farebbero felice il grande Fiorenzo Magni, di cui oggi ricorre l’anniversario della scomparsa, cinque anni fa.  Ma il Leone delle Fiandre sembra proprio non essersene mai andato da qui, dal suo Museo. Che sulle pagine rosa de La Gazzetta dello Sport proprio oggi il vice direttore vorrebbe fosse dedicato a lui.

Nel nome di Fiorenzo Magni. Non sarebbe certo una bestemmia. Anzi. Difficile trovare qualcuno che possa dire il contrario: questo Museo è certamente la casa dei ciclisti tutti come voleva Magni (e non un museo dedicato ad un solo campione) ma chi rappresenta IL CICLISTA più di Fiorenzo?

Lasciamo al sondaggio la risposta. Sicuri che sarà sincera e tiepida anche lei come questi bellissimi giorni d’autunno che rappresentano sempre qualcosa di speciale per il Museo del Ghisallo. Vuoi perché il 14 ottobre scorso si è festeggiato l’undicesimo anniversario dalla sua inaugurazione, vuoi per il bellissimo tributo – doppio – giunto dall’artista Zazzeri che ha donato due opere d’arte di assoluto valore (le due teste bronzee dedicate a Magni e a Bartali, che si possono ammirare nella bacheca principale, proprio disposte fra due biciclette-monumento, una usata da Fiorenzo al Giro e una da Gino al Tour.

LA CASA DEL CICLISMO – Quello che rasserena di più i cuori di tanti appassionati di ciclismo e della bicicletta, a cominciare dai tanti volontari coinvolti dalla Fondazione Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, presieduta da Antonio Molteni, è che questo luogo è davvero diventata la Casa del Ciclismo. Con una porta aperta a tante iniziative e sono tutte state onorate con la giusta atmosfera e partecipazione soprattutto quest’anno, una stagione  museale particolarmente ricca che ha portato ad un grande traguardo.

RECORD DI PRESENZE AL MUSEO! Tredicimila, mica pochi, sono i grazie che Fiorenzo Magni e il suo team (dream team come voleva lui), vanno ad altrettanti visitatori di quest’anno. Foglie d’autunno che non cadono a caso e che rappresentano il cuscino d’amore sul quale costruire nuovi sogni e iniziative per fare vivere sempre meglio questo grande Museo.

D’accordo, sono soprattutto foglie che parlano lingue straniere (e questi 8.000 visitatori ne fanno un museo davvero internazionale) ma i restanti 5000 made in Italy danno comunque il senso – tricolore e azzurro – dell’attaccamento della gente del nostro Paese a questo grande progetto come voleva Lui, Fiorenzo Magni.

I SUOI CIMELI LO RACCONTANO – A proposito: quanto ci troverete di Fiorenzo Magni dentro al Museo? Oltre ai suoi sentimenti (anche cristiani) troverete: 185 cimeli che riguardano il nostro grande campione. Di cui: la bicicletta del Giro del ’55 e quella del Tour del ‘49, le sue maglie rosa Giro del’51 (di seta! Fa venire i brividi se la sfiori anche solo col pensiero) e del ‘55.

Poi: maglia tricolore del ’51, ’53, ’54 e a proposito di tricolore la fasci coi colori del Belgio donata a Fiorenzo Magni alla vittoria del Giro delle Fiandre 1949, ‘50 e ’51: mitica tripletta che gli valse il titolo di Leone.  C’è poi una lunga lista di targhe donategli negli anni 70 ed 80, distintivi, accessori personali vari per le corse (curiosità come agendine con i suoi appunti da ciclista…) e persino un libretto di valutazione medico-sportiva del 1954.

Grazia Fasano, una volontaria che si sta occupando dell’aggiornamento della grande banca dati del Museo, aggiunge questo tocco femminile: conosco Fiorenzo Magni attraverso il Museo, come dire che qui, questo grande uomo, ha lasciato davvero la sua anima. A proposito di donne e museo: non è un caso che il Museo riesca a toccare le corde sensibili di alcune donne del ciclismo, come la sua direttrice, Carola Gentilini che ha lavorato tanto al progetto e poi alla prosecuzione dell’Opera ed è molto entusiasta dell’attuale successo.

NUMERI PER UN FUTURO IMPORTANTE – Adesso, prima che la nostalgia bella prenda il sopravvento, godiamoci questi numeri e pensiamo a futuro. Il ciclismo insegna proprio questo: dopo un traguardo, dopo una vetta, c’è sempre un’altra meta e magari anche una discesa per rifiatare e godersi l’allegria dell’aria che soffia nella maglia e ti fa apprezzare quel che c’è attorno e nei paraggi. Della vita. E di Magreglio. E sembra proprio di vederlo il Leone delle Fiandre: la smorfia per il dolore della clavicola rotta diventa un sorriso. Quello che anima questa grande casa del ciclismo. Che lui rappresenta nel cuore della gente. Lassù al Ghisallo. Con la benedizione della Madonna protettrice di tutti noi e voi che amiamo questo genere a pedali.

UN ANNO DA RECORD 2017! Manca un mese circa dalla chiusura stagionale e il Museo ha già segnato il record di visitatori: c’è stato un incremento del 30 per cento con oltre 13000 visitatori di cui 8000 esteri i restanti italiani. Curiosità: gli stranieri frequentano il museo durante la settimana (anche perché si presume siano in vacanza) gli italiani solo nel week.

La giornata record di visitatori è stata sabato 7 ottobre 2017, il giorno del Giro di Lombardia dalla mattina alla sera con oltre 200 visitatori.

Rassegne temporanee: quasi 500 visitatori ha registrato la Mostra Alessandria Città delle Biciclette allestita in un nuovo spazio espositivo e giunta in trasferta dal capoluogo piemontese per raccontare la storia della prima Draisienne arrivata in Italia, 1867 | 2017 nell’anno del 200mo compleanno della bicicletta.

Record anche di gadget venduti nel corso dell’anno museale, una fonte importante per il Museo: sono stati venduti oltre 3000 gadget sino ad ora. L’oggetto del desiderio più venduto è naturalmente la maglia tecnica da bici insieme con la t-shirt di cotone ma anche le vintage di lana (nonostante il prezzo).

La palma di visitatore più generoso se la contendono il ministro del Kazakistan Ildus Yanishev e un anonimo signore canadese che in un giorno ha speso quasi 2000 euro nel Museo!

Il Memorabilia più fotografato della stagione, durante la Caccia al Mirabilia Giro100, nei mesi di festeggiamento del Giro d’Italia 100ma edizione, è stato il Trofeo Senza Fine di Paolo Savoldelli del 2005 messo in vetrina accanto a quello di Fiorenzo Magni del 1950 (50 anni fra due grandi campioni molto amati dalla gente).

IL GHISALLO DÀ I NUMERI –  1949 è l’anno che consacra la Beata Vergine del Ghisallo (il cui Santuario risale al XVII sec.) a Patrona dei ciclisti. 11 sono gli anni del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo. 13.000 e più i visitatori del Museo dalla sua apertura (il primo anno furono 30.000!). 14 ottobre 2006, un sabato, la data dell’inaugurazione del Museo con oltre 200 invitati e l’allora presidente della Regione Roberto Formigoni per il taglio del nastro.

5 x 1000 basta una firma sulla dichiarazione dei redditi per devolvere una quota di imposte, a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività. Il numero per sostenere il Museo e le sue attività è 02449280136. 1000 e più sono gli oggetti inventariati al Museo del Ghisallo. 80 sono le biciclette esposte, di queste 30 sono quelle usate dai campioni per conquistare le loro imprese.

50 e più sono le maglie rosa esposte e collezionate grazie ad una speciale iniziativa coordinata con La Gazzetta dello Sport organizzatrice del Giro d’Italia. 20 e più sono le maglie iridate: quelle che hanno vestito i campioni del mondo.  200 e oltre sono i contributi disponibili nell’archivio digitale fra audio e video.

1000 e più sono le immagini digitali archiviate. 500 e più i libri che arricchiscono una biblioteca unica dedicata al ciclismo oltre a questi vi son un centinaio di riviste che fanno parte di collezioni complete di riviste di settore. 80  i titoli dei libri in vendita al book shop del Museo e fra questi il primo volume della collana Storie di Ciclismo edito da Museo Ghisallo Editore. Si intitola I protacolori della Siof ed è curiosamente stato venduto anche negli Stati Uniti attraverso il nostro canale on line.

10, 25, 50, 100, 200, 500: sono le cifre in euro che si possono versare attraverso il sito del museo a questo link per diventare amici sostenitori: https://museodelghisallo.it/sostieni-il-museo/. 7 dicembre 1920 nasce a Vaiano(Fi) Fiorenzo Magni. 1948, 1951, 1955: sono gli anni delle tre vittori al Giro di Magni.  1951, 1953, 1954: gli anni dei successi al campionato italiano di Fiorenzo Magni. 1949, 1950, 1951: il filotto al Giro delle Fiandre ad opera di Fiorenzo Magni che gli è valso il soprannome di Leone delle Fiandre.

111  gli anni del Giro di Lombardia, classica legata indissolubilmente al Ghisallo: il Museo gli dedica in questi giorni una mostra fotografica retrospettiva che ha avuto un grande successo anche un anno fa.

72 i chilometri che separano il Vigorelli di Milano dal Santuario del Ghisallo, per la terza edizione della pedalata organizzata domenica 28 ottobre 2017 in occasione del decennale del Museo (82mo compleanno del Vigorelli!).

5 sono le grandi sezioni del Museo: la nr. 1 è la Sezione “Grande Enciclopedia del Ciclismo”; la nr. 2 è detta la Sezione “Cimeli”; la nr. 3 è la Sezione “Ciak e campioni – 100 film sul ciclismo”; la nr. 4 è anche chiamata Sezione “24 + 24”: intendendo i 48 ciclisti dal migliore palmares, richiamati singolarmente al presente e proposti agli occhi del pubblico all’interno di due ambienti circolari; la nr. 5 è invece la Sezione “L’uomo ed il suo mezzo. Il Design della bicicletta da corsa”.

570 sono i metri quadrati di area espositiva al livello 3 e 4, 850 lo spazio museale del livello 2, mentre 750 sono i metri quadrati del livello 1 che comprende lo spazio riunioni, sala conferenze, biblioteca, uffici, bagni, depositi, cui si aggiungono 1.140 metri quadrati del piazzale con parcheggio privato.

Un grazie particolare a tutti coloro che hanno creduto e contribuito alla ripartenza del museo, i volontari,  il Comune di Magreglio, il Comune di Bellagio, e gli sponsor del museo Alcar Italia, Valsecchi Armamenti Ferroviari, Gruppo Cimbali-Faema.

 

 

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